Vecchie poesie - OLD POETRIES
Caprifoglio - Maggio 2003
Honeysuckle - May 2003
Ultimo papavero.
Vedo in un campo un fiore languente
che tra le stoppie arse e pungenti
si leva esile, sospiro estremo
di una stagione che non c’è più.
Ora, staccato dal suo fragile stelo,
sulla mia mano l’osservo pietoso
mentre rivivo il bel tempo passato,
la primavera che non c’è più.
Quanti ne vidi di quei rossi fiori
allor che in festa la natura era!
Non mi fermai ad ammirarli allora
e or mi dolgo che non sono più.
(Estate 1964)
The last poppy.
I see in a field a feeble flower, raising weak between burned and pricking stubbles, ,extreme sigh of a season that not is more.
Now, detached from its frail stalk, on my hand pitiful I observe it, while I live again the beautiful passed time, the Spring that not is more.
How many of those red flowers I saw when the nature was in season festival!
I did not then stop myself to admire them and now I become sad because they are no more.
(Summer 1964)
* * *
Le ceneri dell’estate.
Scende la notte
limpida come una fonte,
scende la notte
sulle ceneri dell’estate.
E il vento d’autunno,
spirando veloce dal mare,
fa tramontare le stelle,
le bianche stelle di Luglio.
Si staccano dai rami le foglie
e dalle anime le illusioni
volando là dove si posano
le ceneri dell’estate passata.
(Autunno 1972)
* * *
Come il vento.
Sento il tuo sguardo sorridente
scorrermi sul volto
come il vento.
Come il vento, senza stagioni,
senza legami,
va.
E il cuore irrompe in gola, pulsante,
e s’infiamma,
mentre gli occhi s’accendono di luce.
Prepotente innocenza,
sfrenata benedizione
di una vita troppo meravigliosa
per essere riposta,
come un libro già letto,
in un polveroso scaffale.
(Febbraio 1998)
* * *
Notte stellata.
Firmamento che ti specchi
nel lago umido degli occhi,
immenso scintillio di astri :
che dice il vento
mentre dispiega le ali scure
sul parco dei ciliegi,
e valica l’argine,
cercando la buia corrente del Lamone,
per interrogarla curioso?
Tu guardi dall’alto,
placido, misterioso Buddha, sguardo d’ebano,
e le stelle d’Orione, geometriche sfide,
nella tua pupilla sorridono,
mentre i semi di acero, elicoidali volteggi,
inseguono il vento.
(Marzo 2008)
* * *
Alle soglie dell'estate.
Stupisco al tuo apparire,
e il verde dei giardini
tutto attorno si stempera.
Questa strana, fine pioggia
cala come nebbia
evaporando in un sogno
alle soglie dell'estate.
(Giugno 1999)
* * *
L’anima della vita.
Il cuore vola ancora
come una rondine di primavera
su verdi colline
in un sereno mattino
mai oscurato da nubi.
Tante rondini volano ancora
inventando cieli di primavera.
Nessuno può fermare quei voli,
nessuno può spegnere il sorriso del cuore
e soffocare l’anima della vita.
(Dicembre 2002)
* * *