Nuove poesie - NEW POEMS

 

S. Margherita di Pula

Settembre 2007



















POETI


In una notte di fine Gennaio

sulla via Montanara

pochi e anonimi punti luce 

aprivano varchi ai raggi

d’innaturale color ruggine

sull’asfalto buio.

In una notte di fine Gennaio

una veranda, il calore del legno

di un grande  tavolo.

Tra fogli, libri, appunti,

dolci di carnevale e vino di casa

alcuni poeti s’illuminavano di poesia.



Imola  -   mercoledì 4 febbraio 2009




POETS


A night in the end of January, over Via Montanara

little and anonymous points of light 

opening passages to the beams

of unnatural color rust on dark asphalt.

A night in the end of January a veranda, the heat of the wood

of a large table.

Between sheets, books, notes,

cakies of carnival and home-made wine, some poets

were giving light to themselves with the poetry.






NOTTURNO



Gelido e buio

a Febbraio il vento

spacca sul melograno

gli ultimi frutti

del noncurante abbandono.


La terra è corsa dalle ombre,

mentre la notte cigola sui rami,

scuote i cancelli e fischia

cieca come demone sull’argine

dove il Lamone, oscura serpe d’acqua,

scivola tra gli spruzzi dei canneti

crepitanti di voci ignote.


Lassù, indifferente alle bestemmie,

sovrasta scintillante Orione,

olimpica, divina geometria,

puntata come ago di bussola

verso i criptici luoghi dell’eterno.




Imola  - mercoledì 18 febbraio 2009




NIGHT




Icy and dark

the February’s wind

cracks on the pomegranate tree

the last fruits

of the noncuring abandonment.


The shadows run on the earth,

while the night squeaks on the branches

shakes the enclosures and whistles,

blind like a demon on the enbankment

where the Lamone river, dark water snake,

slips between the sprays of the canes

crackling with unknown voices.


Up there, insensible to the blasphemies,

Orion beaming overlooks,

like an olympic, divine geometry,

compass needle pointed

towards the cryptic places of the eternity





CANZONE DI MARZO



In questa notte ventosa

le stelle sembrano luci di barche,

miriadi di luci di una fantastica flotta

all’ancora in un golfo immenso.


Ti aspetteresti di vedere salpare al largo

questo infinito naviglio scintillante, ma l’orizzonte


dov’è nell’oceano notturno?

Dove sono le spiagge oltremare?

Come sarà l’aurora ai confini del cosmo?


In questa notte ventosa


rimango a guardare, e il cuore


si dilata come vela che prende il largo.


...


Il vento ha percorso la notte


come una mandria di bufali oscuri,


ininterrottamente.

Ha parlato con voci sibilanti, strane,

scuotendo imposte, piegando fronde

tra cigolii di rami e di lamiere.



La luce dell’aurora è apparsa stanca


come uno sbadiglio, e ancora

sembrava rigirarsi nelle coltri


la luce imbambolata dell’alba.


E ora piove. Filamenti sottili

rigano l’aria di Marzo, magicamente

di suggestioni autunnali.


Il cielo grigio accumula nembi riapparsi

dagli anfratti dei ricordi.

Stupefatte, smarrite,

sorprese da lacrime copiose

si piegano le viole


e domandano il sole.


...


Ci sono giorni in primavera

distesi come su un grigio lenzuolo


buttato là nel cielo tra pieghe di nuvole


indifferenti passaggi, occhi spenti

e attonito silenzio.


Ci sono fiori tra le pagine di un libro o di un quaderno

ai quali si ritorna con il tumulto del cuore e dell’anima


come se fossero tutt’altro che secchi e schiacciati

dalla morsa crudele del tempo.



Marzo 2009























Primavera a Rio Basino - Valle del Senio (2003)






Dopo la lettura di  “ Bella Gioventù”

di  Gottfried Benn  (1886 - 1956)




Perturbante raccapriccio.

Pugno allo stomaco.

Il pensiero tenta di mettersi da parte,

volgendo altrove lo sguardo.

Sola rimane un’immagine, formicolante di gelo,

di strazio, di provocazione.

Nel suo silenzio urla più dei topi affogati.

L’orrore antico alla vista del cadavere

viene aizzato come mostro dormiente,

come sfinge che interroga

con sguardo beffardo.

Il garbo signorile del dott. Nicolas Tulp,

nella tela di Rembrandt, senza misericordia

viene gettato tra i rifiuti ospedalieri,

sterilizzato tra bende, brandelli di carne,

sangue senza più identità.

Gottfried Benn  ci risparmia almeno l’ipocrisia.

La decomposizione dell’universo umano,

in questa giovane Venere morta nell’acqua,

senza più la conchiglia e l’omaggio degli dei,

con sé trascina la piccola, pietosa catastrofe

del microcosmo parassita dei ratti

le cui stridule grida comunque s’uniscono

all’urlo universale della vita

catturata dal nero gorgo della morte.




Imola - 1° Aprile 2009






ORE PICCOLE


Il vasto, profondo silenzio di questa notte
è percorso da fili invisibili
tessuti da rare auto che passano
come orgogliosi fantasmi con sguardi allo iodio,
da televisori ancora accesi su volti assonnati
che trattengono la solitudine come farfalla
posata miracolosamente sul davanzale dei sospiri,
come la grazia attesa e non concessa.
Anche la pioggia tace stanotte, timorosa
forse di sussurrare verità scomode.
Rintanata nell’umido cavo di alberi secolari
mormora nel silenzio il suo rimpianto.


3 Aprile 2009


* * *



APRILE


E’ tornato il sole.

Dopo tanta pioggia l’umidità si taglia col coltello.

L’erba è cresciuta a dismisura, disordinata e prepotente.

I fiori di Marzo, ormai inghiottiti dalla marea verde,

sommersi nei relitti del tempo,

danno colore allo scrigno dei ricordi.

Il cielo s’interroga con nubi che velano l’azzurro.

Dubbiosi cinguettii saltellano sui rami

Teneramente pennellati di verde nelle foglie nuove,

quasi stupite di riaffacciarsi sul balcone della vita.



3 Aprile 2009



* * *



GIORNO DI SOLE


I miei occhi si tuffano
nel mare come al mattino

i voli dei gabbiani.
Scintilla l’onda sul golfo
e Capri laggiù mi parla,

m’interroga, mi chiede

di te, Zia Tita.

E io non so. Confuso,
dalla terrazza Mergellina,
le palme, il porticciolo

mi dicono: “Nulla è cambiato.
‘O sole è sempre ‘o stesso.

‘O core vive e nun tramonta maje”.
Ora m’illumino. Respiro

l’aria fina del parco, al Belvedere.
A te sorrido e penso:
“E’ ‘o vero!”



Napoli, 14 Aprile 2009






















    

       TEMPORALE


        Limpida sera di Maggio
nel tuo azzurro vedevo
palpitare ricordi d’estate.
Rapito nei voli delle rondini
dimenticavo il peso del vivere,
feroce presagio che esangue
regala la mano del tempo.
Ma la notte ha inghiottito la luna
gettando una coltre ululante
sullo sguardo incredulo della terra.
In un attimo scagliando schiaffi
la pioggia è giunta, obliqua e buia.
Chiudendo le finestre,
ai lampi ho chiuso gli occhi,
al turbamento il cuore.



3 Maggio 2009


* * *



IL SOGNO



Sognare come nuotare.

Lasciare la riviera al tramonto

e attraversare il mare.

E al largo vedere allontanarsi

di sera le luci della costa

in un cielo già pieno di luna.


Sognare come nuotare.

Sentire sul viso gli spruzzi

dell’onda notturna e nel cuore

il desiderio di un luogo

al di là del mare, una spiaggia,

un paese sconosciuto, o forse

stranamente familiare.



11 Maggio 2009










1.IL SOGNO
* * *










Mar Tirreno all’imbrunire – Settembre 2007



                                                             * * *



IL  LIBRO


Nel labirinto dei sogni

io cerco un libro.

Un volume sconosciuto

e insieme familiare.

Quando lo vedrò tra i tanti,

là, sugli scaffali sconfinati

della biblioteca della vita,

lo riconoscerò. E’ certo.

Tra le dita ne saggerò la pelle,

ne studierò l’inimitabile sentore,

i polpastrelli sfioreranno pagine

riconosciute come un viso amato

e gli occhi ritroveranno luce

decifrando antichi inchiostri,

voci viventi racchiuse negli scrigni

di tipografiche alchimie.

Là, nell’infinito, atemporale spazio

di una biblioteca, mi attende un libro.

E io lo sto cercando.


15/05/2009



* * *


PRIMO MATTINO


Mi sfiora il cuore

questa brezza gentile

e nelle foglie nuove

freme l’antica quercia.


Trattenendo stupita

il respiro degli anni 

in un mattino di sole

s’affaccia di nuovo

sull’arcano del tempo.    


22/05/2009


EARLY IN THE MORNING


This gentle breeze grazes my heart

and the ancient oak in the new leaves has a thrill.

While the tree holds astonished the breath of the years

in the morning newly observes the magic of the time.



* * *


Nella foto: Giochi di luce al mattino














ULTIMA LUNA DI MAGGIO



Ultima luna di maggio,


falce librante, un sorriso


distratto concedi, lampada


fatua, alle braccia protese


dell’abete. All’imbrunire


tu accendi illusioni.



                                        30 Maggio 2009




LAST MOON OF MAY


Last moon of May,
hanging scythe,

a distracted smile
you give, fatuous lamp,

to the arms stretched out

of the fir. In the twilight

you light on illusions.




















* * *